Perchè tutti insistono nel volermi vedere?
E pensare che io ogni giorno evito gli specchi.
mercoledì 8 dicembre 2010
martedì 16 novembre 2010
196.
Mi hai dato un numero: 196.
Mi piace da impazzire il fatto che potrò guardarti come se tu fossi un grattacielo.
E baciare le tue labbra sarà come sfiorare il sole.
Ho le mani rosse, mi vergogno un sacco, per fortuna che ieri rimarrà ieri e poi diventerà l'altro ieri e così via e diventerà un giorno sempre più lontano e magari un giorno nemmeno lo vedrò più, che fortunatamente sono miope.
Voglio essere un mirtillo, mi materializzo sempre dannazione.
E voglio essere decisa a parlare con uno sconosciuto, tanto alla fine è solo sapere il tuo nome che ti permette che tu non lo sia.
Mi piaccio qui:
Mi piace da impazzire il fatto che potrò guardarti come se tu fossi un grattacielo.
E baciare le tue labbra sarà come sfiorare il sole.
Ho le mani rosse, mi vergogno un sacco, per fortuna che ieri rimarrà ieri e poi diventerà l'altro ieri e così via e diventerà un giorno sempre più lontano e magari un giorno nemmeno lo vedrò più, che fortunatamente sono miope.
Voglio essere un mirtillo, mi materializzo sempre dannazione.
E voglio essere decisa a parlare con uno sconosciuto, tanto alla fine è solo sapere il tuo nome che ti permette che tu non lo sia.
Mi piaccio qui:
domenica 14 novembre 2010
Comprerò un separè che separi i sogni dalla realtà.
Io adesso mi strizzo gli occhi e me ne sto coi piedi incrociati sotto duecentodiciassette piumoni, mentre sanguino. Sono gonfia di noia e malattia. E nessuno lo capirà, come nessuno ha fatto fino ad oggi.
Forse ho ripreso a mangiare cerchi concentrici e questo non aiuta, ma non c'entra nulla con quello che è successo stanotte.
Stanotte la terra era rossa e bruciava, il vento la portava via con sè e ci andava dritta negli occhi e ci faceva perdere la vista come se - per chissà quale motivo - non dovessimo vedere.
Un ragazzo intonava una canzone dei Baustelle e poi a catena iniziai a cantarla io e poi T. e poi discutemmo sul testo, robaccia così.
Ma ti pare ch'io mi ricordi dove cazzo stavamo? Non lo so.
Avevo un disegno con un unicorno azzurro, bianco e rosa. Come diamine mi è saltato in mente di farlo rosa? Io odio il rosa! Ma era solo un sogno.
E l'ho strappato, quel disegno. E' volato da una scala di 14 e l'ho fatto a mille pezzi.
Inspiegabilmente M. lavava i piatti e piangeva come ogni notte; fissava il disegno fluttuare nell'aria.
Scesi, giù da lei, mi strinse fino a farmi perdere il respiro.
Dio se l'amo, Dio.
Che M. è tutta la mia vita e anche Cappa e Vv.
Perchè non ho nominato P, adesso non lo so. Ma lui gridava e impazziva.
Perchè sai, M. sei la cosa più bella che esista, che esisteva.
Promettimi che se chiudo gli occhi non piangi e stai in silenzio.
Promettimi che tornerai ad abbracciarmi perchè ho paura di riaddormentarmi stanotte.
Ho bisogno di un separè.
Ho bisogno di smettere.
Ho bisogno di smettere di avere bisogno.
Forse ho ripreso a mangiare cerchi concentrici e questo non aiuta, ma non c'entra nulla con quello che è successo stanotte.
Stanotte la terra era rossa e bruciava, il vento la portava via con sè e ci andava dritta negli occhi e ci faceva perdere la vista come se - per chissà quale motivo - non dovessimo vedere.
Un ragazzo intonava una canzone dei Baustelle e poi a catena iniziai a cantarla io e poi T. e poi discutemmo sul testo, robaccia così.
Ma ti pare ch'io mi ricordi dove cazzo stavamo? Non lo so.
Avevo un disegno con un unicorno azzurro, bianco e rosa. Come diamine mi è saltato in mente di farlo rosa? Io odio il rosa! Ma era solo un sogno.
E l'ho strappato, quel disegno. E' volato da una scala di 14 e l'ho fatto a mille pezzi.
Inspiegabilmente M. lavava i piatti e piangeva come ogni notte; fissava il disegno fluttuare nell'aria.
Scesi, giù da lei, mi strinse fino a farmi perdere il respiro.
Dio se l'amo, Dio.
Che M. è tutta la mia vita e anche Cappa e Vv.
Perchè non ho nominato P, adesso non lo so. Ma lui gridava e impazziva.
Perchè sai, M. sei la cosa più bella che esista, che esisteva.
Promettimi che se chiudo gli occhi non piangi e stai in silenzio.
Promettimi che tornerai ad abbracciarmi perchè ho paura di riaddormentarmi stanotte.
Ho bisogno di un separè.
Ho bisogno di smettere.
Ho bisogno di smettere di avere bisogno.
mercoledì 20 ottobre 2010
Regalate un cuore a V.
V. è ritornata; V. ha provato mille maschere in dodici mesi.
Non le stava bene nessuna, ma la voglia di cambiare è maledetta, come Caravaggio che le sta facendo scoppiare la testa. Non è più V. che parla, ma è una eco continua, si sentono sempre le stesse cose, in quella scatola blu. Regalatele un cuore, regalatele un porta-cuore.
V. ha sentito parlare in televisione di chi cancella i volti dalla vita delle persone, V. cancella il volto di sè stessa, dalla sua vita.
Odia la parola Troppo.
E' tornata l'era del bianco e nero.
Il nero.
Non le stava bene nessuna, ma la voglia di cambiare è maledetta, come Caravaggio che le sta facendo scoppiare la testa. Non è più V. che parla, ma è una eco continua, si sentono sempre le stesse cose, in quella scatola blu. Regalatele un cuore, regalatele un porta-cuore.
V. ha sentito parlare in televisione di chi cancella i volti dalla vita delle persone, V. cancella il volto di sè stessa, dalla sua vita.
Odia la parola Troppo.
E' tornata l'era del bianco e nero.
Il nero.
lunedì 18 ottobre 2010
Ha nevicato stanotte.
Stanotte ha nevicato. Ha nevicato però era giorno, stanotte. Osservavo dalla finestra, non avevo mai visto nevicare, dico davvero. Le mie gambe hanno incominciato a correre, correre, correre, quasi senza alcun comando; ho preso la macchina fotografica e sono andata lì, dov'ero stata poco prima, a immortalare un momento così, quasi come fosse una di quelle persone che vedi una volta e forse mai più.
Però era un sogno, io non ho mai visto nevicare. E oggi mi sento come una di quelle palle di vetro, piene di acqua e neve finta. Come sono chic.
E poi mi sento come quei bambini impacciati al loro primo bacio, al loro primo giorno di scuola, al loro primo, primo non so cosa. La professoressa di filosofia mi ha detto che se fossi nata in un'altra epoca, probabilmente mi avrebbero condannata al Rogo.
Te l'ho detto che sto correndo, ma sempre sullo stesso posto.
Stamattina mi piaceva la voce di quel cantante di quando avevo 10 anni,
che poi non si sa come piace anche a te.
E mi ha dato il buongiorno,
diceva che la sensazione era strana
sì cazzo.
Invertiamo i ruoli, voglio che le sensazioni vengano a cercarmi,
so che io non lo farò mai.
[ Si vedono di più.]
Però era un sogno, io non ho mai visto nevicare. E oggi mi sento come una di quelle palle di vetro, piene di acqua e neve finta. Come sono chic.
E poi mi sento come quei bambini impacciati al loro primo bacio, al loro primo giorno di scuola, al loro primo, primo non so cosa. La professoressa di filosofia mi ha detto che se fossi nata in un'altra epoca, probabilmente mi avrebbero condannata al Rogo.
Te l'ho detto che sto correndo, ma sempre sullo stesso posto.
Stamattina mi piaceva la voce di quel cantante di quando avevo 10 anni,
che poi non si sa come piace anche a te.
E mi ha dato il buongiorno,
diceva che la sensazione era strana
sì cazzo.
Invertiamo i ruoli, voglio che le sensazioni vengano a cercarmi,
so che io non lo farò mai.
[ Si vedono di più.]
venerdì 8 ottobre 2010
Ignoranza Scopri La n A usea.
Stasera mi diletto in una nuova professione: Invidiare gli Ignoranti.
E credetemi, invidiare fa sprecare molti neuroni.
Se solo avessi saputo che scoprire i significati di tante parole, quali conoscere gli opposti e sinonimi, imparare a leggere, scrivere e parlare, forse avrei preferito non imparare mai.
La nausea la si sente da sotto le coperte, come ogni mattina, si scopre, sempre.
Non resta mai abbastanza soffocata.
Vorrei perdere la concentrazione,
vorrei che tu ti ricordassi di prendermi le compresse.
Che vorrei due abbaglianti sullo specchio per non vedermi, mentre c'è chi mi considera non una abat-jour da Motel, ma un piedistallo da Louvre, o il chiodo con cui il Ghigno della Gioconda sta appeso, lì.
Tant'è che sono arancione, tant'è che il 31 ottobre spero che qualcuno riesca a svuotarmi le viscere e la scatola cranica, sarò una bella zucca vuota, in onore dell'Ignoranza.
Io voglio dimenticare tutto, voglio dimenticare e scoprire solo quello che fa bene a me.
Sono L'Egoista di sempre.
E prendo decisioni decisioni, son decisa. Ora.
E credetemi, invidiare fa sprecare molti neuroni.
Se solo avessi saputo che scoprire i significati di tante parole, quali conoscere gli opposti e sinonimi, imparare a leggere, scrivere e parlare, forse avrei preferito non imparare mai.
La nausea la si sente da sotto le coperte, come ogni mattina, si scopre, sempre.
Non resta mai abbastanza soffocata.
Vorrei perdere la concentrazione,
vorrei che tu ti ricordassi di prendermi le compresse.
Che vorrei due abbaglianti sullo specchio per non vedermi, mentre c'è chi mi considera non una abat-jour da Motel, ma un piedistallo da Louvre, o il chiodo con cui il Ghigno della Gioconda sta appeso, lì.
Tant'è che sono arancione, tant'è che il 31 ottobre spero che qualcuno riesca a svuotarmi le viscere e la scatola cranica, sarò una bella zucca vuota, in onore dell'Ignoranza.
Io voglio dimenticare tutto, voglio dimenticare e scoprire solo quello che fa bene a me.
Sono L'Egoista di sempre.
E prendo decisioni decisioni, son decisa. Ora.
mercoledì 6 ottobre 2010
Scrivimi.
Vorrei essere una scritta.
Poter cambiare le mie dimensioni, essere grande, piccola, in grassetto, sottile, evidente, trasparente.
Piangi che mi bagno delle tue lacrime.
Smettetela di cascar nell'amore.
Poter cambiare le mie dimensioni, essere grande, piccola, in grassetto, sottile, evidente, trasparente.
Piangi che mi bagno delle tue lacrime.
Smettetela di cascar nell'amore.
Iscriviti a:
Post (Atom)