domenica 24 luglio 2011

Puzzo d'alcool.

Mani legate, chiusa in una bolla di sapone troppo spessa per riuscire a scoppiarla.
Rinnego le parole, parole doppiate, parole streghe, parole, parole, parole come nuvole a primavera.
A che cosa serve il loro sguardo fisso sui miei piedi mentre a mò di wikipedia definiscono il concetto che hanno di me?
E' una formalità.
E' un esame?

Dio come erano belli i ti voglio bene che non mi dicesti mai.

lunedì 11 luglio 2011

Cinquantuno schiocchi di dita.




A due ruote, con le teste calde
e i caschi rotti
il verde intorno
i dossi da cui ci rialzeremo
e gli ascensori con l'aria climatizzata a mò
di supermarket.
Baciami al piano terra,
portami in alto senza farmi staccare
i piedi dal pavimento.
Non esser mancini
ma aver l'abitudine di guardare sempre a sinistra
Non esser destri e
compiere azioni opposte
Romperò il velo di maya
per spalancare le porte
a due parole che non ti avevo mai detto
né pensavo di poterlo fare.
Brinderemo col wisky e
sotto una pioggia artificiale
ghiaccieremo i nostri cervelli
per ragionare solo coi
nostri quori
riempendoli di acqua e zucchero.
Dieci fotogrammi al secondo
cinquantuno schiocchi di dita.
Non farei rewind
seguirò Bergson
e il suo concetto di distanza
ma sul marmo roseo
come la tua pelle
stenderò le mani
in attesa
di ricominciare a schioccare le dita.




sabato 2 luglio 2011

Osservavo la signora Ele.

Nove anni al secondo piano di un appartamentino al centro del paese,
un secondo piano troppo lontano dalle costellazioni
e troppo vicino ai pianerottoli ardenti e grigi.
Il nulla:
poco interesse,
mi affaccio e resto immobile come una ciminiera
-è pronta la cena!-
Il fumo finisce
io resto a guardare:
mini-market
gambe incrociate davanti alla porta e
mani come salvadanai.
Come i cieli di dicembre
passiamo le giornate
per ricevere un po' d'amore
mentre sotto il sole di luglio
lei passa le giornate
ad aspettare
un sentimento
diverso
ma pur sempre un sentimento.
Se non l'avremmo conosciuto
ci saremmo accontentati anche noi
e avremmo sorriso
con l'alito pesante
e i denti color ocra.
Mani come salvadanai
gambe incrociate
sotto il sole di luglio
per un po' di pena.
La pena si misura sulla bilancia.

sabato 4 giugno 2011

Scala di grigi.



Sono sempre stata una scala di grigi in un mondo dai colori bizzarri, o meglio, in un mondo color fango che si cela dietro dei colori bizzarri. Sono sempre stata una scala di grigi e ho sempre camminato in pendenza dal lato sinistro del mio corpo. Pietra che la schiuma del mare non bacerà mai abbastanza, mi dicono. Sono sempre stata una scala di grigi e ultimamente dalle mie labbra esce un rosso scarlatto. Ultimamente cammino con la schiena diritta. Ultimamente coloro anch'io, un po', il mondo. Forse arredo il mio, contemporaneamente mi convinco che le speranze sono carta straccia, simili alle illusioni. Giuro che metto la testa a posto. Tornerò ad essere una scala di grigi, pendente dal lato sinistro.







Grigio Cemento, segna sogni e senza età.

lunedì 16 maggio 2011

Come serpenti amanti di d'n'b.

Rinunciammo agli strumenti musicali di quella band dal nome un po' da troia,
per ascoltare drum'n'bass alla sinistra dei nostri corpi.
Hai idea di quanto colore abbia ora quella pietra-pietra serena?
Le coste del tuo mare l'han baciata e l'hanno lavata da tutte le pedate sporche
di chi
camminare non imparerà mai.
Avrei voluto che tu fossi un serpente per poter portare nel mio borsone
non solo l'odore, ma anche la pelle tua.
Un cucchiaino di zucchero prescritto dal dottor M.
non è paragonabile a ciò che ora manifestano le mie labbra gonfie.
Se ti stringo le paure passano un po'?

giovedì 12 maggio 2011

48h.

Le dita mangiate
seguite da movimenti
mani giunte
come se una di esse
fosse la tua.
Quattordici passi, lamenti o chiamate,
inconscio,
coscienza: saranno bisogni,
necessità,
richieste
come Freud spiegò anni fa es-io-superio.
Non colmerà le coperte vuote
dove abbiamo lasciato i profumi
di una serata che ha la valenza di una vita.
A cosa servono 10mg?
Fisso il vuoto
aspetto altre 48 ore
che poi credo che tu
sia la mia Cura.

martedì 3 maggio 2011

L'ultima sigaretta.




Per dare un senso alle nostre giornate abbiamo iniziato a dedicarci a vicenda la nostra prima sigaretta del giorno.
Avevo solo fatto una constatazione, io, riguardo alla perdita di controllo ed è bastato poco per capire che anche tu l'hai lasciato davanti alla porta della tua università.
Possiamo scappare su Marte oppure far piazza pulita sulla Terra, in un minuto, quel solo minuto che ti rende capace di spaccare tutto.
Non mi fai paura, a me la paura poi mi persuade: più bisogna starci lontani, più vien voglia di avvicinarsi.
Spero vivamente di cavarmela, sia per me sia perché altrimenti questa sarebbe l'ultima sigaretta che potrei dedicarti.